Come si può descrivere l’amore? Sono diverse le discipline che, nel corso dei secoli, si sono interrogate e hanno cercato di offrire una risposta a questa domanda.
L’amore, infatti, è stato oggetto di riflessioni etiche, teologiche, psicologiche e sociologiche.
L’amore nella filosofia antica
Gli antichi Greci avevano dato all’amore quattro diverse “sfumature”, distinguendolo in amicizia, amore familiare, desiderio erotico (o romantico) e amore spirituale, prettamente disinteressato, smisurato, fraterno.
Empedocle che associa l’amore a una forza che agisce nell’universo in contrapposizione all’odio.
Per Platone, l’amore nasce a contatto con la bellezza sensibile ma da essa trascende passando alla bellezza dell’anima fino a quella intellegibile, che è la bellezza vera, quella assoluta. Con Platone, dunque, il concetto di amore assume una connotazione metafisica e diventa aspirazione al Bene e superamento della realtà sensibile.
Aristotele, invece, parte dalla distinzione tra “eros” (desiderio erotico) e “philia”, considerando quest’ultima come quella forma d’amore finalizzata non all’interesse o al piacere personale ma al bene degli altri, senza volere in cambio qualcosa.
L’amore nella filosofia moderna
Spinoza riprende l’impostazione aristotelica di amore inteso come tensione verso Dio.
Hegel che considera l’amore come l’unità del sé con l’altro: la rinuncia di sé stessi per identificarsi con gli altri costituisce, per il filosofo tedesco, il carattere infinito dell’amore, rappresentato, nella sua forma più alta, dal sacrificio di Cristo per gli uomini.
Schopenhauer distingue tra amore come “eros” e amore puro inteso come “caritas”, concetto fondamentale dell’etica cristiana che invita ad amare il prossimo come si ama sé stessi: il primo è il sentimento che favorisce la “propagazione della specie“, il secondo si identifica con la compassione per il dolore altrui.
L’idea dell’amore come unità ed identità, infine, si ritrova anche in Feuerbach che vede il sentimento amoroso come il mezzo d’unione tra Dio e l’uomo.
L’amore in psicologia
La lettura di Sternberg
Lo psicologo cognitivo Robert Sternberg definisce l’amore come il risultato di tre elementi che stanno ai vertici di un triangolo: intimità, passione e decisione-impegno.
La componente:
- intimità riguarda i sentimenti di condivisione, confidenza e affinità e porta a prendersi cura l’uno dell’altro;
- passione comprende tutta la sfera della fisicità, dall’attrazione, agli impulsi amorosi, al desiderio sessuale;
- decisione-impegno include un aspetto a breve termine, quello della decisione di amare, e un aspetto a lungo termine, che è l’impegno e la responsabilità di mantenere nel tempo la relazione; tali aspetti possono andare di pari passo o essere disgiunti.
Da queste tre dimensioni emergono sette possibiliconfigurazioni dell’amore che rappresentano i tipi di relazione di coppia:
- simpatia: costituita dalla sola intimità, è una relazione carente in passione e in impegno, simile a un’amicizia;
- infatuazione: costituita da sola passione, è una relazione che si sviluppa a prima vista, per via di un processo rapido di idealizzazione dell’altro, che terminerà presumibilmente con la disillusione;
- amore vuoto: costituita dal solo elemento decisione-impegno, è una relazione di facciata, carente in intimità e passione, tipica delle persone che stanno insieme per via di un compromesso che può riguardare la famiglia, la sfera economica, la crescita dei figli, eccetera;
- amore romantico: costituita da intimità e passione, è una relazione che ha le caratteristiche delle grandi storie di amore, che possono peccare in maturità.
- amore amicizia: costituita da intimità e decisione-impegno, è una relazione consolidata e funzionante, in cui si spegne gradualmente la passione;
- amore fatuo: costituita da passione e decisione-impegno, è una relazione dove manca l’intimità e la conoscenza reciproca, che corre il rischio di crollare alla prima difficoltà;
- amore perfetto: costituita dai tre elementi del triangolo, è una relazione completa, difficile da trovare e da mantenere, se non equilibrando e alimentando continuamente e con dedizione le tre componenti intimità, passione e impegno.
La lettura di Maslow
Lo psicologo Abrham Maslow, noto per la teoria dei bisogni, descrive due tipi di amore:
- amore da deficienza: il classico amore adolescenziale, romantico ma immaturo, che si basa sul colmare i propri vuoti del proprio ego appoggiandosi sull’altro, generando così una dualità e una certa dipendenza affettiva;
- amore per l’essenza dell’altro: è l’amore sano, che presuppone amore per sé stessi e maturità, in cui ci si arricchisce a vicenda sulle basi di un senso di completezza personale già consolidato.
La lettura di Mazzucchelli
Secondo Luca Mazzucchelli, esistono due diverse modalità di amare gli altri e sé stessi.
Da un lato c’è “l’amore del falegname, che prende un ceppo di legno e lo modella con colpi di accetta dandogli la forma che ha in mente. Lo plasma come desidera, secondo la sua idea”. Mi sembra un amore rigido, quasi ingessato, in cui c’è poco spazio per l’iniziativa individuale, per le variabili, per valutare percorsi alternativi. Tutto viene deciso a priori, viene scritto e messo in scena, come un rigido copione teatrale che non lascia spazio all’improvvisazione.
Dall’altro c’è “l’amore del giardiniere, che sa che ogni seme ha un suo potenziale, sue esigenze e suoi bisogni; una rosa non può diventare una margherita. Egli si adopera quindi perché quel seme abbia la giusta quantità di acqua, di luce, di concime, e il giusto terreno in cui crescere”. Questo è un amore fertile, generativo, che valorizza le differenze individuali
Questa sua visione mi fa riflettere sul fatto che spesso pretendiamo che gli altri siano esattamente come noi vogliamo, anche se questo comporta che loro debbano cambiare, quando noi per primi non siamo disposti a modificare nemmeno un piccolo particolare del nostro modo di essere o di fare. E’ una forma di amore condizionato: “ti posso amare solo se sei così come piace a me, esattamente come io desidero tu sia, anche se questo comporta che tu ti snaturi”.
Un viaggio nell’amore
Amare non è facile, soprattutto se nella nostra infanzia non siamo stati amati, se non siamo stati “visti” dai nostri genitori.
Ma la buona notizia è che se di amore ci si ammala, di amore si può guarire!
Se vuoi capire se ti ami abbastanza, oppure se vuoi modificare il tuo modo con cui ami te stesso/a e le altre persone, ti invito a intraprendere il viaggio della terapia, uno spazio sicuro in cui esplorare, riflettere e crescere.
Sono qui per accompagnarti in questo viaggio, offrendoti sostegno, comprensione e strumenti per navigare le complessità della vita con maggiore serenità e fiducia.


